Ricerca materica






TEXTURE | NATURA | MATERIA | EVOLUZIONE


Dare forma alla materia è cosa complessa, una sfida che ha a che fare col fuoco e con la chimica. L'argilla è terra e pensare di migliorare quanto già la natura crea è presuntuoso, io mi limito a lasciarmi affascinare dalle forme che osservo nel mondo, cerco di capire le formule alla base di certi effetti e gioco con esse. Uso impasti di argille da bassa temperatura, tipici del nostro paese, e cerco di spingerli verso texture inattese, lavorando tra materie prime, chimica e cotture. Mi piace quando le persone mi chiedono se possono toccare una superficie di un mio oggetto per comprenderlo a pieno. Creo perchè sono curiosa, ho decisamente un approccio scientifico, studio quello che desidero approfondire, con metodo metto a punto la formula per l'effetto che voglio ottenere, sperimento le possibilità espressive e poi passo oltre. Tutto nasce dall'osservazione e non si smette mai di osservare cose nuove.


"Una delle tecniche artistiche più antiche, la ceramica, conserva ancora oggi quell’imprevedibilità del risultato che contribuisce alla ricchezza e all’unicità di ogni singolo pezzo realizzato con questo materiale.
L’artista forgia la materia (l’argilla) servendosi, come strumento primario, del fuoco.
L’opera è una rivelazione per il suo stesso creatore, a lui sono note infatti la sola idea di partenza e la realizzazione ma non sempre il risultato finale.
La materia finisce solo in un secondo momento la fase creativa, autonomamente, una volta lontana dalle mani del suo ideatore.
La commistione tra libertà esecutiva e espressività cromatica porta alla nascita di questa ricerca materica di cui fanno parte opere come Blu profondo, Verso..., Guscio d’uovo e Vortice.
Dalle forme pure, accademiche, si giunge ad un’arte più naive, libera da ogni costrizione. La superficie si fa irregolare, arricchita da texture originali, i contorni netti lasciano spazio a linee frastagliate che protendono verso l’alto dando un’idea di continuità, di sviluppo.
L’ispirazione cromatica si nutre degli elementi naturali. Il fuoco, l’aria, l’acqua e la terra si ritrovano, a volte individualmente, in altri casi fusi tra di loro, sulla superficie delle opere creando interessanti giochi di luce."
(testo della Dott.ssa Storica dell'Arte Chiara Sassi)


English

One of the oldest artistic material, clay, still preserves the unpredictability of the result that contributes to the richness and uniqueness of each piece made with this material.
Like a modern Prometheus, the artist forges the material using the primary instrument, the fire. The work is a revelation for its creator herself, in fact the only primay idea and realization is known to her, but not the final result. The clay-work ends only in a second moment the creative phase, independently, once removed from the hands of its creator.
The mixture of executive freedom and chromatic expressivity leads to the birth of this material research, which includes works such as Deep Blue, Verso ..., Eggshell and Vortex.
From pure, academic forms, we reach a more naive art, free from all constraints. The surface becomes irregular, enriched by original textures, the net contours leave space to jagged lines that stretch upwards giving an idea of continuity, of development.
The chromatic inspiration feeds on the natural elements. The fire, the air, the water and the earth can be found, sometimes individually, in other cases fused with each other, on the surface of the works creating interesting plays of light.

(Art Historian Chaia Sassi)